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Scacco al gas del Qatar: l’Italia punta sul raddoppio dalla Libia e nuovi flussi USA

Image: from greenreport.it X @Greenreport_it

per Open Chronicle Italia

ROMA – L’escalation in Medio Oriente colpisce direttamente il cuore del sistema energetico italiano. Dopo la dichiarazione di “forza maggiore” da parte di QatarEnergy, che ha bloccato le forniture di gas naturale liquefatto (GNL) verso l’Europa, il Governo italiano ha attivato un piano d’emergenza per garantire la sicurezza nazionale, guardando con decisione verso la sponda sud del Mediterraneo e l’Atlantico.

Il blocco di Doha e l’impatto su Edison

La crisi è precipitata a seguito di attacchi missilistici che hanno danneggiato i siti industriali di Ras Laffan e Mesaieed, in Qatar, costringendo il gigante energetico di Doha a sospendere la produzione. La società ha già informato l’italiana Edison dell’impossibilità di consegnare cinque carichi di GNL previsti per l’inizio di aprile.

Sebbene il gas qatariota rappresenti circa il 9% del consumo annuo italiano, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha gettato acqua sul fuoco: «Non siamo particolarmente preoccupati per il reperimento dei volumi sostitutivi. Abbiamo margini di manovra significativi».

Il ritorno della Libia e il corridoio Greenstream

La strategia di Roma per colmare il vuoto lasciato dal Qatar si concentra sul gasdotto Greenstream, l’infrastruttura sottomarina che collega la costa libica alla Sicilia. La Libia è considerata il partner più strategico in questa fase per due ragioni fondamentali:

  1. Logistica: Il trasporto via tubo non risente dell’impennata dei costi assicurativi marittimi che sta colpendo le rotte del Golfo.

  2. Capacità: Esiste un potenziale di aumento dei flussi, sebbene il Ministro abbia precisato che sono necessarie alcune “condizioni tecniche” prima di poter ricevere volumi addizionali costanti.

Diversificazione totale: dagli USA all’Azerbaigian

Oltre al fronte libico, l’Italia sta esplorando una serie di alternative per bilanciare il mix energetico:

  • Stati Uniti: Richiesta di carichi extra di GNL per compensare le navi mancanti dal Qatar.

  • Algeria e Mozambico: Rafforzamento delle importazioni tramite i contratti già attivi con i partner africani.

  • Azerbaigian: Incremento dei flussi attraverso il gasdotto TAP.

Geopolitica dell’energia

La mossa di Roma conferma la validità del cosiddetto “Piano Mattei”: trasformare l’Italia nell’hub energetico del Mediterraneo. In un contesto di incertezza totale dovuto allo scontro tra Iran, Israele e Stati Uniti, la dipendenza dalle rotte marittime del Medio Oriente viene vista come un punto di vulnerabilità da ridurre drasticamente.

La stabilità dei flussi nordafricani e l’affidabilità del corridoio atlantico diventano, oggi più che mai, i pilastri su cui poggia la tenuta industriale del Paese.

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