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Difesa: l’asse Roma-Atene si rafforza, intesa vicina per le fregate classe Bergamini

Image: from Philippe Top-Action X @top_force

ATENE – La cooperazione navale tra Italia e Grecia è a un passo da una svolta storica. Il Ministro della Difesa greco, Nikos Dendias, ha confermato in un’intervista rilasciata domenica che Atene punta a concludere le trattative e firmare l’accordo per l’acquisto di fregate italiane classe Bergamini (FREMM) entro il prossimo aprile.

L’operazione “2+2”: i dettagli del piano navale

L’accordo, i cui presupposti erano stati gettati lo scorso anno con la firma di un memorandum d’intesa per la cooperazione navale, prevede l’acquisizione immediata di due fregate FREMM, con un’opzione già definita per altre due unità.

«Speriamo che i negoziati con l’Italia si concludano positivamente e che si possa firmare per l’acquisizione delle fregate 2+2 entro aprile», ha dichiarato Dendias alla stampa ellenica. Un punto centrale della trattativa riguarda l’integrazione tecnologica: Atene sta lavorando affinché le unità italiane possano essere equipaggiate con i missili di nuova generazione ELSA, potenziando ulteriormente le capacità di difesa aerea della flotta.

La sfida con Ankara e il riarmo greco

L’acquisto delle Bergamini si inserisce in un massiccio piano di ammodernamento della difesa greca dal valore complessivo di circa 28 miliardi di euro. Atene, impegnata in una storica competizione strategica con la Turchia per il controllo del Mediterraneo orientale, sta diversificando i propri fornitori: oltre all’Italia, il piano include importanti commesse verso la Francia e programmi per l’acquisto di nuovi sottomarini.

Un successo per l’industria italiana

Per l’Italia, e in particolare per il colosso della cantieristica Fincantieri e per Leonardo (per la parte relativa ai sistemi d’arma e radar), il successo in Grecia rappresenterebbe una conferma dell’eccellenza tecnologica della classe Bergamini, già ampiamente apprezzata a livello internazionale (come dimostrato dalle commesse per la US Navy e l’Egitto).

La chiusura dell’accordo entro aprile non sancirebbe solo una vittoria commerciale, ma consoliderebbe il ruolo dell’Italia come partner strategico di primo piano nel Mediterraneo, in un momento in cui gli equilibri della NATO nel fianco sud sono più delicati che mai.

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