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DOHA/ROMA – Un nuovo terremoto scuote il mercato energetico globale e mette in allerta le cancellerie europee. QatarEnergy, il colosso statale del gas del Qatar, ha ufficialmente dichiarato lo stato di “forza maggiore” (force majeure) su diversi contratti di fornitura di gas naturale liquefatto (GNL) destinati all’Italia, alla Corea del Sud, alla Cina e al Belgio.
Uno shock per le catene di approvvigionamento
La clausola di “forza maggiore” viene invocata quando circostanze eccezionali e imprevedibili impediscono a una delle parti di adempiere ai propri obblighi contrattuali. Secondo fonti vicine alla società, la decisione è stata causata da gravi interruzioni operative e sfide logistiche che hanno colpito le infrastrutture di esportazione del Qatar, uno dei principali produttori mondiali di gas.
L’annuncio ha colpito duramente l’Italia, che negli ultimi anni ha intensificato i rapporti commerciali con Doha per diversificare le proprie fonti energetiche e ridurre la dipendenza dai gasdotti russi. Il GNL qatariota rappresenta una quota strategica per il mix energetico nazionale, fondamentale per garantire la stabilità dei prezzi e le scorte industriali.
Le implicazioni per l’Italia
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) sta monitorando la situazione con “massima attenzione”. Sebbene gli stoccaggi italiani siano attualmente a livelli di sicurezza per la stagione in corso, un blocco prolungato o una riduzione drastica dei volumi dal Qatar potrebbe innescare una nuova fiammata dei prezzi sul mercato del gas e mettere sotto pressione le imprese energivore.
“Siamo in contatto con gli operatori del settore per valutare l’impatto reale sulle consegne previste per i prossimi mesi”, ha dichiarato una fonte governativa. L’incertezza riguarda soprattutto i rigassificatori italiani, che avrebbero dovuto accogliere i carichi provenienti dal Golfo Persico.
Uno scenario globale instabile
La crisi non riguarda solo Roma. La Cina e la Corea del Sud, colossi industriali asiatici, si trovano a fronteggiare una situazione simile, alimentando il timore di una competizione globale per i carichi di GNL rimasti sul mercato spot. Anche il Belgio, snodo logistico cruciale per l’Europa settentrionale, ha ricevuto la notifica di interruzione.
Gli analisti avvertono: se la condizione di forza maggiore dovesse protrarsi, l’intero mercato del GNL potrebbe subire una contrazione dell’offerta proprio nel momento in cui la domanda globale mostra segni di ripresa, rendendo la transizione energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti ancora più complesse e costose.