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Giulio Terzi chiede una linea europea più dura verso l’Iran durante una conferenza al Parlamento italiano

Image: from Giulio Terzi X @GiulioTerzi

Di Open Chronicle Italia con agenzie

ROMA — Il senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Esteri italiano, ha invitato l’Unione europea ad adottare una politica più ferma e coerente nei confronti dell’Iran, sostenendo che anni di dialogo e accomodamento non hanno prodotto risultati positivi sul piano della sicurezza internazionale né dei diritti umani.

Terzi è intervenuto alla conferenza internazionale “Iran’s Crisis: The Democratic Path Forward”, ospitata nella Sala Regina della Camera dei Deputati, dove ha condiviso il palco con la presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI), Maryam Rajavi, e con diversi rappresentanti delle istituzioni italiane.

Un appello per una nuova strategia europea

Nel suo intervento, Terzi ha descritto l’Iran come una nazione con profonde radici storiche e democratiche, sostenendo che tali aspirazioni siano state soffocate dall’attuale sistema politico.

Secondo il senatore, l’Europa dovrebbe riconoscere la natura delle autorità iraniane e sostituire quella che ha definito una politica di appeasement con un approccio fondato su principi chiari, fermezza diplomatica e difesa dei valori democratici.

Terzi ha affermato che le attività di Teheran continuano ad avere ripercussioni ben oltre il Medio Oriente, incidendo sulla sicurezza regionale, sui mercati energetici, sulle rotte commerciali internazionali e sulla stabilità economica globale.

I riferimenti ai diritti umani

Durante il suo discorso, l’ex ministro degli Esteri ha ricordato il massacro dei prigionieri politici del 1988, citando le stime secondo cui circa 30.000 detenuti politici sarebbero stati giustiziati dopo una fatwa emessa dall’Ayatollah Ruhollah Khomeini.

Terzi ha sostenuto che tale episodio rappresenti uno dei momenti più gravi nella storia contemporanea dell’Iran e ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione internazionale sulle violazioni dei diritti umani.

Terrorismo e sicurezza europea

Il senatore ha inoltre richiamato il presunto coinvolgimento di funzionari iraniani nel tentativo di attentato contro il raduno “Free Iran” nei pressi di Parigi nel 2018, un caso che portò alla condanna di un diplomatico iraniano da parte della giustizia belga.

Secondo Terzi, l’Europa non dovrebbe tollerare eventuali attività di pressione politica o di interferenza attribuite alle rappresentanze diplomatiche iraniane e dovrebbe rafforzare la cooperazione tra i Paesi europei sul fronte della sicurezza e del contrasto alle minacce ibride.

Sostegno alle aspirazioni democratiche

Nella parte conclusiva del suo intervento, Terzi ha espresso apprezzamento per la resilienza della Resistenza iraniana, affermando che la sua esperienza offre spunti utili per sviluppare una politica estera e di sicurezza capace di contrastare estremismo, terrorismo e instabilità regionale.

Il senatore ha infine invitato i governi europei ad allineare la propria politica estera alle aspirazioni del popolo iraniano verso libertà, pace e democrazia, ribadendo che il sostegno ai valori democratici rappresenta un elemento fondamentale della sicurezza europea.

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