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Claudio Petruccioli: “La politica estera è la vera linea rossa del Partito Democratico”

Image: from Formiche X @formichenews

Di Open Chronicle Italia con agenzie

ROMA — La politica estera, e in particolare il sostegno all’Ucraina, l’integrazione europea e la difesa comune dell’Europa, rappresenta oggi il banco di prova decisivo per il centrosinistra italiano. È questa la convinzione espressa da Claudio Petruccioli, storico esponente della sinistra italiana, già senatore ed ex ministro, secondo il quale il futuro del Partito Democratico dipenderà dalla capacità di definire una posizione chiara, coerente e credibile sulle principali questioni internazionali.

Intervenendo nel dibattito politico che attraversa il centrosinistra, Petruccioli ha sostenuto che la costruzione di una futura coalizione di governo non possa limitarsi alla ricerca dell’unità elettorale, ma debba poggiare su un progetto politico condiviso, soprattutto in materia di politica estera.

“L’Europa non può permettersi ambiguità”

Secondo Petruccioli, l’Italia e l’Europa stanno entrando in una fase storica destinata a determinare gli equilibri del continente per molti anni.

“Un altro governo di destra sarebbe dannoso per l’Italia, ma lo sarebbe anche un governo di centrosinistra incapace di esprimere una posizione credibile e coerente sulle grandi questioni internazionali. I prossimi cinque anni saranno decisivi per il futuro dell’Europa e non possiamo permetterci ambiguità.”

Per l’ex parlamentare, il sostegno all’Ucraina, l’appartenenza all’Unione Europea e il rafforzamento della difesa europea costituiscono elementi imprescindibili per qualsiasi forza politica che aspiri a governare il Paese.

Il caso Pina Picierno

Petruccioli ha commentato anche la decisione di Pina Picierno di lasciare il Partito Democratico, osservando che la sua scelta non rappresenta semplicemente una vicenda personale, ma il sintomo di un disagio più ampio presente nell’area riformista.

Secondo la sua analisi, molti elettori moderati ed europeisti faticano oggi a riconoscersi sia nell’attuale maggioranza guidata da Giorgia Meloni, sia in un centrosinistra che appare diviso tra la leadership della segretaria Elly Schlein e le posizioni del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Petruccioli ritiene che il problema non sia tanto la composizione della coalizione quanto la direzione politica che essa intende assumere.

La “linea rossa” del Partito Democratico

L’ex senatore individua nella politica estera la vera “linea rossa” del Partito Democratico.

A suo giudizio, se il PD riuscisse a riaffermare con decisione una linea europeista e atlantista, la convivenza con le diverse anime della coalizione sarebbe ancora possibile. Se invece il partito continuasse ad avvicinarsi alle posizioni più critiche verso il sostegno all’Ucraina espresse dal Movimento 5 Stelle, il rischio sarebbe quello di compromettere la credibilità internazionale di un futuro governo.

Petruccioli sottolinea inoltre che la domanda “e poi?” non riguarda soltanto chi lascia il partito, ma anche coloro che scelgono di restare cercando di modificarne l’indirizzo dall’interno.

Riformisti e nuova iniziativa politica

Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il progetto “Spazio Pubblico”, promosso da Pina Picierno e sostenuto da figure come Carlo Calenda, Luigi Marattin e altri esponenti dell’area riformista e liberal-democratica.

Secondo Petruccioli, una maggiore collaborazione tra queste forze potrebbe rafforzare la presenza politica dell’area europeista senza necessariamente risolvere tutte le difficoltà del centrosinistra.

Una simile iniziativa, osserva, avrebbe comunque il merito di riportare al centro del dibattito temi che spesso rimangono in secondo piano, come il ruolo dell’Italia nella NATO, la sicurezza europea e il sostegno all’Ucraina.

Credibilità prima delle alleanze

Per Petruccioli, la discussione sulle future alleanze dovrebbe partire dai contenuti piuttosto che dagli equilibri interni ai partiti.

Prima ancora di definire nuove identità politiche o nuove coalizioni, sostiene, è necessario chiarire quale posizione il centrosinistra intenda assumere sui grandi dossier internazionali.

Solo una linea chiara su Europa, sicurezza, difesa comune e guerra in Ucraina, conclude, consentirebbe a un futuro governo italiano di presentarsi come un interlocutore credibile sia presso i partner europei sia all’interno dell’Alleanza Atlantica.

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