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Di Open Chronicle Italia con agenzie
ROMA — Nonostante le recenti tensioni politiche tra Washington e Roma, il rapporto tra Stati Uniti e Italia rimane “forte e strategico”. È il messaggio lanciato dall’ambasciatore statunitense in Italia, Tilman Fertitta, che in un’intervista ha ribadito l’importanza dell’alleanza transatlantica, invitando al tempo stesso l’Europa a rafforzare il proprio contributo alla difesa comune e a mantenere alta l’attenzione sulle sfide poste da Cina e Russia.
Le dichiarazioni delineano le priorità dell’amministrazione del presidente Donald Trump nei confronti dell’Italia: consolidare la cooperazione all’interno della NATO, aumentare gli investimenti europei nella difesa e affrontare con maggiore determinazione le minacce strategiche emergenti.
“Meloni è una leader di livello mondiale”
Fertitta ha respinto le interpretazioni secondo cui i recenti dissensi tra il presidente Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbero compromesso le relazioni bilaterali.
Al contrario, ha definito Meloni “non più soltanto una leader italiana, ma una leader di livello mondiale”, sottolineando la solidità dell’attuale governo e la continuità della collaborazione tra Roma e Washington.
Commentando il ruolo italiano durante le recenti operazioni militari statunitensi contro obiettivi iraniani, l’ambasciatore ha escluso qualsiasi motivo di insoddisfazione da parte americana.
“Stanno facendo ciò che è richiesto da loro, mentre noi facciamo ciò che è richiesto da noi”, ha dichiarato.
Presenza militare americana in Italia
Fertitta ha inoltre affermato di non essere a conoscenza di piani per una riduzione della presenza militare statunitense sul territorio italiano.
Al contrario, non ha escluso che il numero delle truppe americane possa persino aumentare nei prossimi anni, confermando il valore strategico dell’Italia per le operazioni della NATO nel Mediterraneo e nel fianco meridionale dell’Alleanza.
Il monito sulla Cina
Una parte significativa dell’intervista è stata dedicata alla crescente influenza internazionale della Cina.
Secondo Fertitta, Pechino starebbe cercando progressivamente di acquisire il controllo di infrastrutture considerate strategiche in numerosi Paesi e anche gli alleati europei dovrebbero prestare particolare attenzione a tali iniziative.
L’ambasciatore ha inoltre richiamato il tema delle presunte “stazioni di polizia” cinesi operanti all’estero, ricordando un caso scoperto negli Stati Uniti.
A suo giudizio, attività di questo tipo non sarebbero compatibili con il rispetto della sovranità degli Stati ospitanti e rappresenterebbero una questione di sicurezza da monitorare attentamente.
Le dichiarazioni arrivano mentre alcuni recenti sondaggi mostrano un miglioramento della percezione della Cina nell’opinione pubblica italiana rispetto agli anni precedenti.
Russia e rischio di interferenze
Interrogato sull’eventualità di interferenze russe nelle future elezioni italiane, Fertitta non ha formulato accuse dirette, ma ha osservato che, se Mosca dispone delle capacità per interferire nei processi elettorali di altri Paesi, tale rischio non può essere escluso nemmeno altrove.
Secondo il diplomatico, la consapevolezza preventiva di queste minacce consente ai governi democratici di rafforzare i propri strumenti di protezione istituzionale.
Più investimenti nella NATO
L’ambasciatore ha ribadito la richiesta statunitense affinché tutti gli alleati raggiungano un livello di spesa per la difesa pari al 5% del PIL, sostenendo che non sia sostenibile che gli Stati Uniti continuino a sostenere la quota predominante dei costi dell’Alleanza Atlantica.
Pur accogliendo positivamente gli impegni assunti dall’Italia per incrementare gli investimenti nella difesa, Fertitta ha sottolineato la necessità di una maggiore condivisione degli oneri tra tutti i membri della NATO.
Per quanto riguarda il sostegno militare all’Ucraina, ha riconosciuto il contributo italiano, ricordando che le modalità dell’assistenza rimangono una decisione sovrana del governo di Roma.
Libia e Mediterraneo al centro della cooperazione
Fertitta ha elogiato anche il ruolo diplomatico svolto dall’Italia nel dossier libico, definendo il Ministero degli Esteri italiano particolarmente preparato nella gestione della complessa situazione del Paese nordafricano.
Secondo l’ambasciatore, esistono ulteriori margini per rafforzare la cooperazione tra Roma e Washington sia nel settore energetico sia nella promozione della stabilità della Libia.
Gli Stati Uniti stanno infatti sostenendo iniziative finalizzate a favorire un accordo politico tra le principali fazioni libiche per ricostruire istituzioni unificate dopo anni di divisioni.
Lo Stretto di Hormuz
Riguardo al possibile impiego di cacciamine italiani nello Stretto di Hormuz, Fertitta ha precisato che la decisione spetta esclusivamente al governo italiano, mentre le scelte operative statunitensi saranno determinate da Washington.
Ha comunque ribadito che uno degli obiettivi prioritari dell’amministrazione Trump rimane la tutela della libertà di navigazione attraverso uno dei principali corridoi energetici mondiali.
Rapporti con l’opposizione
Fertitta ha infine rivelato di non aver mai avuto incontri ufficiali dedicati con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein né con il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.
Pur riconoscendo l’importanza del dialogo con tutte le forze politiche, ha osservato che qualsiasi futuro governo italiano dovrà continuare a considerare il rapporto con gli Stati Uniti un elemento centrale della politica estera nazionale.
Un appello all’unità transatlantica
Concludendo il suo intervento, l’ambasciatore ha lanciato un messaggio di continuità nei rapporti tra le due sponde dell’Atlantico.
“L’America non volterà mai le spalle all’Europa. Ma anche l’Europa non può voltare le spalle all’America. Vogliamo che la NATO faccia pienamente la sua parte. Europei e americani sono amici e continueranno a esserlo.“