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BUDAPEST – A poche ore dall’apertura delle urne per le elezioni parlamentari del 2026, l’Ungheria si trova di fronte a un possibile cambiamento epocale. Secondo l’ultimo sondaggio condotto da AtlasIntel, il partito di opposizione Tisza, guidato da Péter Magyar, è balzato in testa con il 52% delle preferenze, staccando nettamente l’alleanza di governo Fidesz-KDNP del Primo Ministro Viktor Orbán, ferma al 39%.
Questo dato segna un crollo di 15 punti per Fidesz rispetto alle elezioni del 2022, segnalando una profonda stanchezza dell’elettorato verso il sistema di potere che domina il Paese da 16 anni.
I Numeri del Sondaggio
La rilevazione, effettuata tra il 5 e il 10 aprile 2026 su un campione di 1.587 rispondenti, delinea un panorama politico radicalmente trasformato:
| Partito / Alleanza | Percentuale Poll AtlasIntel | Variazione (Media LOESS) |
| Tisza Party | 52% | In forte ascesa (dal 18% del 2024) |
| Fidesz-KDNP | 39% | In calo (dal 43% del 2024) |
| Movimento Nostra Patria | 5% | Stabile / In lieve calo |
| Coalizione Democratica | 2% | Sotto la soglia |
| Partito del Cane a Due Code | 1% | Sotto la soglia |
Un Sistema Elettorale Sotto Lente
Nonostante il netto vantaggio nei sondaggi, la vittoria del partito Tisza non garantisce automaticamente una maggioranza parlamentare. Gli analisti avvertono che il sistema elettorale ungherese, caratterizzato da gerrymandering e dal peso dei voti delle minoranze etniche all’estero (storicamente favorevoli a Fidesz), potrebbe agire da ammortizzatore per Orbán.
Scenari per il Futuro
Le elezioni di domani, domenica 12 aprile, determineranno se l’Ungheria sceglierà la continuità del modello “illiberale” o la svolta proposta da Magyar, incentrata sulla lotta alla corruzione e il riavvicinamento a Bruxelles. Se Tisza dovesse ottenere una maggioranza dei due terzi, avrebbe il potere di smantellare le riforme costituzionali di Fidesz; in caso di vittoria risicata, il Paese potrebbe affrontare una fase di forte instabilità istituzionale.